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20/11/25

Al contrario, Pac-Man è moderno: i videogiochi più antichi della storia

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Molto prima che le sale giochi si illuminassero con lo sfarfallio pixelato di Pong e Pac-Man, il mondo dei videogiochi esisteva già — anche se nei laboratori, tra oscilloscopi e camici bianchi.

Questi primi esperimenti non erano pensati per intrattenere le masse, ma per testare i limiti della tecnologia e della fisica — e talvolta anche la pazienza dei loro sviluppatori. Eppure, proprio questi pionieri posero le fondamenta digitali di tutto ciò che sarebbe venuto dopo: dai salti di Mario ai mondi epici di Elden Ring.
Quindi, se pensi che il gaming sia nato negli anni ’70, questo piccolo viaggio nel tempo ti sorprenderà. Torniamo agli anni ’50 (e anche un po’ prima), ai curiosi e geniali antenati dei tuoi giochi preferiti.
Pronto? Allora premi Start — o meglio: accendi l’oscilloscopio.

Spacewar! (1962)

Sullo schermo verde di un PDP-1 del MIT, due minuscole navicelle spaziali orbitavano attorno a una stella pronta a inghiottirle — questo era Spacewar! in tutta la sua caotica gloria.
Sviluppato da Steve Russell e dal suo team, non era un prodotto, ma un esperimento appassionato: una dichiarazione d’amore alla matematica, alla fantascienza e al semplice piacere di far divertire le macchine.
I controlli erano severi, la fisica realistica, la competizione spietata — eppure il gioco sembrava incredibilmente vivo. Presto gli studenti copiarono il codice in tutto il paese: Spacewar! divenne il primo vero gioco cult del mondo informatico — senza alcuna intenzione commerciale.

Mouse in the Maze (1959)

Un topo, del formaggio e... dei martini? Suona strano — ed era esattamente ciò che era Mouse in the Maze, sviluppato al MIT Lincoln Laboratory. Con una penna luminosa, i giocatori disegnavano le pareti del labirinto direttamente sullo schermo. Poi un piccolo topo digitale veniva liberato per trovare la sua strada — verso il formaggio o verso un cocktail, a seconda dell’umore del programmatore.
Il topo imparava a evitare gli ostacoli, dimostrando forme primitive di comportamento automatico. Nessun punteggio, nessuna esplosione — solo pura curiosità e uno sguardo sorprendente al futuro dell’intelligenza artificiale.

Tennis for Two (1958)

Prima ancora che Pong venisse concepito, Tennis for Two faceva già rimbalzare palline virtuali sullo schermo. Il fisico William Higinbotham lo sviluppò nel 1958 presso il Brookhaven National Laboratory — come dimostrazione per una mostra scientifica.
Su un oscilloscopio appariva un campo da tennis visto di lato, con traiettoria, gravità e un soddisfacente “ping” quando la palla colpiva la racchetta. Due giocatori affiancati, che giravano manopole, ridevano — probabilmente vivendo il primo vero divertimento multiplayer della storia.

Checkers (1952)

Mentre la maggior parte dei computer degli anni ’50 gestiva solo numeri, uno osò affrontare la strategia: Checkers, sviluppato da Christopher Strachey per la Ferranti Mark I, insegnò alle macchine a pensare.
Il programma poteva calcolare mosse, anticipare reazioni e persino battere i principianti — un’anteprima impressionante della futura era dell’intelligenza artificiale.
Nessuno schermo lampeggiante, nessun gettone — ma una pietra miliare nella logica computazionale.

OXO (1952)

Probabilmente il primo vero videogioco non aveva esplosioni né movimento — mostrava semplicemente X e O sullo schermo. Sviluppato da A. S. Douglas per la sua tesi di dottorato all’Università di Cambridge, OXO permetteva di giocare a tris contro il computer.
Il gioco girava sull’enorme macchina EDSAC, che occupava intere stanze solo per mostrare una piccola griglia di nove celle.
Ma dietro questa semplicità si nascondeva qualcosa di rivoluzionario: un computer che rispondeva all’essere umano in tempo reale.
Silenzioso, umile e avanti anni luce — OXO fu il primo passo verso un mondo in cui le macchine non si limitano a calcolare, ma giocano.

Ti serve un PC che non provenga dall'età della pietra?

Diciamocelo — a volte sembra quasi che OXO e Spacewar! fossero preinstallati sul tuo PC. Beh, probabilmente no, ma a volte la tua macchina dà davvero l’impressione di essere un po’ troppo datata, giusto?
Che ne diresti dell’esatto contrario? Un PC gaming di fascia alta, con prestazioni al top, capace di far girare senza problemi anche i giochi più moderni?
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 (Fonte immagine: Wikipedia)


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