22/08/25
Troppo brutale per il mondo dei videogiochi? 5 giochi che sono stati vietati
Di recente abbiamo già parlato del gioco No Mercy, rimosso da Steam per la sua rappresentazione di violenza sessualizzata all’interno di una famiglia dal punto di vista dell’aggressore. Nella descrizione ufficiale del gioco comparivano frasi come “Non accettare un no come risposta” o “Possiedi ogni donna”, portando i critici ad accusare gli sviluppatori di glorificare incesto e stupro.
Ma anche al di là di questo caso estremo, esistono altri titoli che per vari motivi sono stati classificati come illeciti o pesantemente censurati. Ecco una selezione di giochi controversi che si avvicinano molto all’illegalità o che sono stati effettivamente vietati a livello internazionale:
Night Trap
Night Trap è probabilmente uno dei capostipiti dei giochi vietati, risalente al 1992, ma già allora sollevò un’ondata di polemiche tanto forte da portare alla creazione dell’Entertainment Software Rating Board negli Stati Uniti.
Oggi può sembrare difficile capirlo, dato che il gioco ricorda più un cult da B-movie che un titolo davvero disturbante. Eppure, per l’epoca, risultò scioccante che i giocatori potessero sorvegliare tramite telecamere di sicurezza un pigiama party di adolescenti per proteggerle da vampiri – una sorta di Five Nights at Freddy’s, ma molto più trash. Per il Senato americano, però, era chiaro: il gioco incoraggiava la violenza contro le donne.
Postal
Postal è anch’esso figlio degli anni ’90. Ma se Night Trap poteva sembrare quasi innocuo, questo sparatutto dall’alto puntava solo sull’orrore puro.
Nei panni di un uomo impazzito, il giocatore deve massacrare brutalmente civili innocenti e poliziotti armati. I sostenitori lo difendevano come un modo per “scaricare lo stress”, mentre i critici lo accusavano di incoraggiare la vera violenza, desensibilizzando e richiamando alla mente stragi reali. Alla fine, Postal fu vietato in diversi Paesi.
LSD: Dream Emulator
LSD: Dream Emulator di Asmik Ace Entertainment è esattamente ciò che promette il titolo: un trip virtuale. Il giocatore si muove in un mondo surreale, in continuo mutamento, dove nulla è prevedibile.
Non esiste una vera trama, l’obiettivo è solo destabilizzare e confondere attraverso visioni sempre più assurde di colori e immagini.
Sebbene non sia mai stato ufficialmente vietato, la sua natura delirante lo ha reso un titolo di culto, soprattutto tra gli appassionati di horror psicologico.
Manhunt 1 & 2
Manhunt (2003) è talmente disturbante che stupisce il fatto che nel 2007 sia uscito addirittura un seguito.
Diversamente da altri giochi che usano la violenza come strumento narrativo o di tensione, Manhunt sembra celebrarla in modo puro, un po’ come Postal.
Il protagonista viene spinto da misteriosi spettatori a compiere azioni sempre più brutali, rappresentate in maniera estrema. Il mix di omicidi sanguinosi e sottotoni voyeuristici fece sì che il gioco venisse vietato in vari Paesi. Nonostante ciò, la Rockstar pubblicò un sequel ancora più violento, forse come provocazione diretta alle critiche del primo capitolo.
Carmageddon
Carmageddon, nato anch’esso negli anni ’90, si distingue dagli altri titoli citati per un dettaglio: qui l’arma principale non è una pistola, ma un’auto.
In molti Paesi il gioco venne subito vietato o censurato pesantemente, poiché il sistema a punti premiava i giocatori per ogni pedone investito.
Pur presentandosi come un “gioco di corse”, il vero obiettivo era provocare incidenti sanguinosi, seminare caos e morte, trasformando l’asfalto in un campo di battaglia.
Per evitare che al vostro PC capiti la stessa sorte, perché non puntare su un AMD Ryzen 5 5500? Potete configurarlo facilmente con noi e persino aggiungere un sistema di raffreddamento a liquido personalizzato, perfetto per gestire anche le corse più bollenti.
(Fonte immagine: Digital Pictures)